La costruzione di un sogno

Sono iniziati i giochi invernali. E questa edizione parte sotto lo strano clima delle due Coree e delle varie tensioni internazionali. E allora ripenso al motto Citius!, Altius!, Fortius!” ovvero “Più veloce!, più in alto!, più forte!” l’esortazione a ogni atleta a superare i propri limiti e a dare il meglio si sé.  Perché per ogni atleta che si presenta ai giochi c’è tutta una nazione con il fiato sospeso, ci sono aspettative, speranze ed è il momento in cui i nervi devono essere più saldi, la mente più concentrata, lo spirito olimpico più forte. Specialmente ora, con tutti gli occhi del mondo puntati addosso.

Sì, ognuno ai giochi tiene per la propria nazione ma anche no. Ampliando il concetto di spirito olimpico, a me piace tifare anche per le nazioni “Calimero”, quelle più improbabili al podio, come fu il team Jamaica per il Bobsleigh nel 1988. Quegli atleti che più di tutti gli atleti hanno dedicato la loro vita a un sogno che li vedeva sfavoriti o svantaggiati,  superando barriere, difficoltà e discriminazioni per essere lì a sfilare sotto la propria bandiera, nonostante i sorrisini delle bandiere più forti.

Su Victoria50.it ho trovato un video molto bello e toccante che vi invito a guardare, realizzato da Procter&Gamble, dal titolo “Amore Oltre i Pregiudizi” diretto da Alma Har’el (“Bombay Beach” e “LoveTrue”) e che racconta come potrebbe essere il mondo se tutti ci guardassimo con gli occhi di una mamma. Un omaggio proprio a tutti gli sportivi che combattono le proprie personali battaglie contro i pregiudizi, e alle loro mamme, i veri pilastri nella costruzione di un sogno.

Perché lo Spirito Sportivo e lo Spirito Olimpico parlano di uguaglianza, solidarietà e fair play, semplice come il cuore di una mamma. E allora non sarebbe bello se questo cuore dilagasse oltre i giochi e invadesse tutti i continenti?

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