Quelle belle, pessime idee.

Oggi stavo leggendo l’articolo http://www.victoria50.it/laltra-cucina/articolo/quando-lui-s-improvvisa-cuoco su Victoria 50 riguardante un marito che si improvvisa cuoco e tutti i disguidi del caso; ecco io un marito non ce l’ho e il giapponese dagli occhi lunghi se ne guarda ben bene da avvicinarsi ai fornelli – d’altronde da bravo figlio unico maschio… insomma la storia la conosciamo bene, non c’è continente che tenga – , però mi sono ricordata di un episodio accaduto non tanto tempo fa.

La mia amica Rita, quella con il figlio di 7 anni che è un unno, mi citofona qualche settimana fa chiedendomi se le posso tenere il figlio per tutto il pomeriggio perché le è capitato un contrattempo che non sto a raccontarvi e non sa dove lasciare il bambino. Accetto senza tentennare perché in casi d’emergenza le amiche servono proprio a questo, così mi ritrovo un pomeriggio in casa con il piccolo Attila. Che fare… potevo benissimo sbolognarlo davanti a un videogioco e buona lì ma si sa tutte in fondo abbiamo un animo da Signora Eangles aka Casa nella Prateria nascosto da qualche parte. Ed è a quel punto che scatta l’ideona, quelle idee che sembrano meravigliose ma che tempo 10 minuti ti si ritorcono a boomerang e non hai più scampo, ovvero “Facciamo i biscotti!”

Dispongo uova, farina zucchero, burro, scorza di limone, latte con tutte le buone intenzioni di questo mondo. Buone intenzioni che si polverizzano non appena il bambino affonda quei ditini minuti nella farina. Non vi dico che baraonda: manate di burro, capelli attaccaticci di zucchero e pastella, latte che gocciola un po’ ovunque, una montagna di piatti ciotole e utensili in condizioni pietose e Giacomo (the kid from Hell) che ride come un matto. E un po’ rido anche io ma non so se per divertimento o disperazione.

Nonostante tutto, un’infornata di biscotti siamo pure riusciti a farla e non erano nemmeno malaccio. Ma confesso che quando Rita è venuta a riprendersi il figlio e gli ha chiesto se si era divertito, alla risposta entusiasta “sììì, facciamoli ancora i biscotti!”… ecco lì mi si è gelato un po’ il sangue.

fairy-prodotto

La prossima volta quindi seguirò i consigli di Victoria 50 e farò scorta anche io di Fairy Platinum, la soluzione veloce da mettere in lavastoviglie, perché:

  • non teme le sfide con l’unto ostinato, lo rimuove fin dal primo lavaggio;
  • è multitasking, grazie alla sua formula 3 in 1, garantisce un’azione pulente, sgrassante e brillantante;
  • non devo più sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie;
  • mi aiuta a rimuovere anche il grasso dalla mia lavastoviglie.

 

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