È primavera, piovono matrimoni.

Il mese scorso, nel post intitolato “la testa nell’armadio”, ci eravamo lasciate con l’addio al nubilato della mia amica Monica. Bene, visto che siamo appunto in periodo di matrimoni, è ora di parlare di etichetta. Quelle regole basilari che ahimè vanno via via scomparendo, lasciando il posto a cerimonie che assomigliano sempre più a sagre della porchetta che vere e proprie nozze.

Donne in bianco.

Fino al 29 Aprile 2011 si viveva nel dogma assoluto che a un matrimonio la sposa fosse l’unico individuo a potersi vestire di bianco. Il bianco era off limit e chi si fosse mai vestita di bianco sarebbe stata additata per anni e anni a venire come “quella fuori luogo”. Poi è successo l’irreparabile: ecco l’antipatica Pippa Middleton di bianco vestita seguire all’altare la sorella, nonché futura duchessa di York, Kate Middleton. Da quel momento ogni credenza si è frantumata in mille pezzi. Ecco sdoganato il bianco, ed ecco comparire una schiera di emulatrici della britannica Pippa sfoggiare candidi abitini più o meno eleganti. Ma qui sta l’equivoco, per la reale occasione l’abito della sorella di Kate fu trasformato per cromia in un proseguimento di quello della sposa; così che nessun colore distogliesse l’attenzione sulla fortunata ragazza.

Quindi lancio un appello, a meno che sul vostro prossimo invito non ci sia scritto “Prince Harry e futura consorte”, per favore, non togliete l’attenzione su quella poveretta che ha speso non poco tempo e denaro nella ricerca di quell’abito che la faccia sentire speciale e bellissima. Non trasformate un matrimonio in una specie di comunione per ragazze attempate.

E per chiudere, esistono tanti bei colori e sfumature, il nero lasciatelo ai funerali.

Uomini, toglietevi quei jeans.

Non è la prima volta che vedo ai matrimoni, la parte maschile degli invitati vantarsi di uno stile rilassato e pavoneggiarsi tronfio nei propri jeans, come per dire “io sì che non sono convenzionale”. Ma io credo che vestirsi come si deve ai matrimoni sia una questione di rispetto per gli sposi che, non mi stancherò di dirlo, hanno organizzato e speso non poco per fare di quel giorno e di quella festa un’occasione speciale. E quindi, a meno che non ci siano specifiche di dress code nell’invito, un bel completo e una bella cravatta, oltre a rendervi più affascinanti, non hanno mai ucciso nessuno.

Detto questo, viva gli sposi: “Felicitazioni a tutte quelle che in questi giorni hanno detto sì”.

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